

DOJO YABURI KARATE
_Logo_svg.png)

Introduzione storica
Origini
Il Karate-dō (via della mano vuota) è un’arte marziale originaria di Okinawa, sviluppatasi poi in un contesto storico segnato da divieti sull’uso delle armi imposti tra il XV e il XVII secolo.
Nel tempo, l’influenza culturale e commerciale con la Cina portò all’integrazione tra le arti marziali locali, chiamate “Te”, e il Quanfa cinese (più precisamente con lo Xiangdian Quan, il kung fu del Tempio Shaolin del Sud e il Ming He, lo stile della gru bianca), dando origine a questa nuova forma di combattimento.
Evoluzioni
Durante la sua diffusione in Giappone, il Karate continuò a trasformarsi, entrando in contatto con una cultura marziale e metodologica diversa da quella originaria di Okinawa grazie alla fondazione dello stile Shotokan da parte di Gichin Funakoshi.
Egli intervenne sulla nomenclatura dei Kata, sulla metodologia d’insegnamento e sulla concezione stessa del Karate come percorso di vita (Karate-dō) e non come solo metodo di combattimento (Karate-jutsu) così da uniformarsi alla tradizione del Budō giapponese.
Suo figlio Gigo Funakoshi invece, trasformò profondamente la componente tecnica: sviluppò il lavoro sulla lunga distanza, ampliò il repertorio dei calci, approfondì le posizioni basse e il lavoro delle anche, ma soprattutto diede un nuovo impulso introducendo il combattimento libero.
Dopo la guerra, il maestro Shigeru Egami intervenne sulla meccanica delle tecniche, sugli spostamenti, sul modo di generare la forza e sulla concezione del Kime (contrazione), orientandosi progressivamente verso una pratica più fluida, naturale e consapevole.
Parallelamente, maestri come Masatoshi Nakayama contribuirono a standardizzare la pratica dello Shotokan, strutturarne la didattica e svilupparne la dimensione agonistica, favorendone la diffusione in tutto il mondo.
Conclusioni
Sono gli stessi grandi maestri della tradizione Shotokan a dimostrare come il Karate non sia mai stato una disciplina immobile, sostenerlo significa dimenticare la sua stessa storia. Ogni generazione ha ricevuto ciò che aveva ereditato, lo ha studiato, messo in discussione e ampliato, lasciando a sua volta qualcosa alle generazioni successive.
E' nell’equilibrio tra rispetto del passato e apertura al cambiamento che quest’arte continua a crescere.
Questo è lo spirito che guida il Dojo Yaburi.